Le destinazioni turistiche sono delle località geografiche definite con al loro interno un sistema integrato di attività, risorse, strutture, atte a soddisfare i bisogni e gli interessi di un determinato segmento di domanda turistica. Non bastano musei e monumenti per fare di una località una destinazione turistica, ma occorrono i servizi, e più in generale, organizzazione. 

Alcuni studiosi definiscono la DESTINAZIONE dal punto di vista del turista fruitore:

“Un vasto insieme di prestazioni articolate ed integrate per determinati segmenti turistici. Un contesto geografico scelto dai turisti come meta per il proprio viaggio, che comprende tutte le strutture necessarie del soggiorno relative ad alloggio, vitto e ricreazione.” (BIEGER, 2000)

Altri definiscono la DESTINAZIONE dal punto di vista dell’offerta: 

“La DESTINAZIONE è costituita da un insieme di attrattive e di servizi. La destinazione identifica un insieme di risorse che hanno una capacità di attrazione sufficiente ad indurre un viaggiatore a compiere gli sforzi necessari per raggiungerla, con l’aggiunta dei servizi necessari per il suo soggiorno.” (EJARQUE, 2003)

LA DESTINAZIONE RURALE

Nella società odierna dove tutto scorre veloce, dove la società stessa è liquida, la destinazione rurale e l’immaginario collegato al mondo agricolo riveste un ruolo importante nella ricerca di un luogo per le vacanze da parte del turista. In questo la ruralità, la campagna, viene percepita come luogo di vacanza, vera e propria destinazione dove trascorrere del tempo, in special modo con la propria famiglia, lontani dai ritmi accelerati della città. Il mondo rurale è percepito come luogo delle tradizioni, del vivere immersi nella natura, di ritmi più lenti ma più veri. Ma è anche luogo di esperienze uniche, che nel suo “mondo” non sono previste o non sono fattibili: dall’accarezzare gli animali, alla passeggiata in bicicletta.

Oltre alle esperienze delle attività vi sono anche le esperienze dedicate alla cucina, una cucina casalinga, vera, non sofisticata, realizzata con prodotti veramente a km 0.

Il territorio rurale, oltre ad essere un ambiente di produzione, assume l’aspetto di un ambiente fornitore di risorse culturali, ambientali, salutistiche. La soddisfazione del turista, in ambito rurale, si raggiunge se quest’ultimi vengono coinvolti nel processo di valorizzazione, organizzazione e fruibilità dell’offerta di beni e servizi, attraverso un rapporto relazionale e di scambio con la comunità locale. Solamente quando si possono rendere fruibili le risorse proprie e si inglobano all’interno di un sistema di accoglienza e di ospitalità, che faccia sentire il turista integrato nella quotidianità dei ritmi e dei principali momenti sociali, il turismo diventa un fattore di rivitalizzazione dei territori rurali, attraverso la creazione di nuove opportunità di lavoro, la diversificazione delle ricadute sull’economia locale, l’integrazione del reddito e quindi il miglioramento del tenore di vita economico e culturale dei propri abitanti divenendo mezzo di preservazione del patrimonio naturale.

Gli elementi che spingono il turista a richiedere attività pertinenti al turismo rurale, sono principalmente:

– Interesse della memoria ritrovata, ossia la sensibilità dell’individuo verso il recupero delle radici, abitudini folkloristiche e tradizioni, rivalutazione del mondo agricolo e artigianale sia dal punto di vista architettonico che lavorativo;

– La ricerca di salute e benessere, qualità della vita, dell’ambiente e del paesaggio, sicurezza alimentare, soddisfazione e relax;

– Vivere un’esperienza turistica come momento di conoscenza e apprendimento delle emergenze paesaggistiche, archeologiche, artistiche e culturali dei luoghi visitati, valutata in termini di qualità del rapporto diretto con i luoghi di produzione (tipica) locale e di capacità di accoglienza dei flussi turistici da parte del sistema di ospitalità locale.

Il turista rurale è un individuo amante della buona forchetta e dei cibi tradizionali, a cui piace partecipare ad eventi, festival e sagre in tema gastronomica; piace praticare sport all’aria aperta e andare in bicicletta. Predilige tutte le attività che hanno a che fare con il cibo e l’enogastronomia, con caratteri autentici e di alta qualità: nello specifico viene praticato il turismo enogastronomico. E’ un turista fortemente legato alla cultura popolare ed è alla ricerca di varietà orticole e frutticole di carattere antico e tradizionale, interessandosi ai prodotti locali, approfondendone la loro conoscenza attraverso la scoperta dei luoghi di produzione. Egli preferisce consumare prodotti a chilometro zero, muovendosi allo scopo di preservare l’ambiente naturalistico che sta attorno, svolgendo attività a basso impatto ambientale e preservando le tradizioni locali con i loro usi e costumi. La “voglia di campagna” si desume dalle scelte dei contesti, che uniscono bellezza naturalistica e culturale sulla base del relax e della tranquillità. Il turista rurale ha la consapevolezza che il territorio, l’ambiente ed il paesaggio sono beni preziosi e indispensabili per la buona qualità della vita.